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12/03/2008 - 07:53

Usa: Eni e Mit alleati nella ricerca solare

   
   
BOSTON - (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Boston, 12 mar - Eni contribuira' con un apporto di 50 milioni di dollari in qualita' di socio fondatore, al programma di ricerca Energy Iniziative gestito dal Massachusett's Institute of Technology (MITEI). L'apporto sara' scaglionato su un arco di 5 anni. Fulcro della collaborazione sara' il Solar Frontiers Research Program per la messa a punto di tecnologie solari avanzate. Il presidente dell'Eni, Scaroni ha sottolineato l'importanza di questa filiera a fronte della diminuita disponibilita' di fonti tradizionali a basso costo. In questo contesto, il programma Solar Frontiers punta a individuare un'alternativa al silicio nella produzione di celle solari e all'utilizzo delle nanotecnologie per raggiungere rendimenti energetici piu' elevati. Piu' in dettaglio prevede l'utilizzo di strati molto sottili di materiali innovativi assemblati in dispositivi strutturati su scala nanometrica e l'impiego di materiali in grado di modificare la radiazione luminosa incidente per aumentare l'assorbimento. Il progetto comporta lo studio di tecnologie cosiddette biomimetiche che si ispirano a processi naturali per la realizzazione di materiali auto-assemblanti. Le altre aree di ricerca del programma MITEI spaziano dal petrolio al gas agli idrati di metano fino alle alternative a livello mondiale nel settore del trasporto. Comprendono anche un programma di ricerca mirato a un vasto programma migliorare l'efficienza delle operazioni di estrazione petrolifera. A questo proposito Scaroni ha ricordato oggi, nel mondo, si riesce a pompare in media da un giacimento solo il 35 % del suo contenuto. Intervistati dalla stampa, Scaroni e la presidente del MIT, Susan Hockfield hanno dichiarato che in attesa di auspicabili sviluppi in materia solare nel lungo periodo, un maggiore impiego dell'energia nucleare potrebbe contribuire ad accompagnare la transizione, tenuto conto che gli attuali criteri di sicurezza sono notevolmente piu' affidabili di quelli del passato. Con l'ulteriore vantaggio dell'assenza di emissioni di CO2. Riguardo ai trend del prezzo del petrolio Scaroni ha sottolineato come l'incremento attuale sia dovuto non solo all'aumento della domanda di nuovi attori (India e Cina, in particolare), ma anche all'apparente impossibilita' di comprimere anche minimamente i consumi nei Paesi occidentali. Accanto al programma di ricerca col MIT, il gruppo ENI prevede di stringere analoghi accordi anche con diverse universita' italiane che saranno finalizzate nei prossimi mesi. www.consgenboston.esteri.it
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